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Le comunità

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1. La comunità del seminario minore
CEI, La formazione dei presbiteri nella Chiesa. Orientamenti e norme per i seminari, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2007

35. La Chiesa mette a disposizione, anche per l’età della preadolescenza e dell’adolescenza, una specifica comunità per l’iniziale discernimento e accompagnamento delle vocazioni al presbiterato. È il seminario minore che, variamente strutturato nelle diocesi che ne dispongono, offre a ragazzi e adolescenti una proposta di vita al seguito di Gesù, in un contesto comunitario, tenendo conto delle esigenze tipiche dell’età.
Esso, dove esiste, è anche il punto di riferimento della pastorale vocazionale della preadolescenza e dell’adolescenza, con occasioni di incontro e di formazione per i ragazzi delle parrocchie e soprattutto con la testimonianza offerta dal gruppo dei seminaristi.
Mettendo a disposizione il seminario minore, la Chiesa è attenta a recepire le acquisizioni della pedagogia dell’età evolutiva, a valorizzare sapientemente gli apporti degli altri soggetti educativi, quali le famiglie, le scuole, le parrocchie e le associazioni, a rispettare il principio della gradualità senza compiere forzature, offrendo tuttavia una formazione integrale e coerente, basata sull’intimità con Gesù, capace di sollecitare scelte generose e responsabili.
Per interpretare al meglio il proprio ruolo, il seminario minore dovrà farsi carico, insieme agli altri soggetti educativi, del grave compito di restituire vigore, consistenza e dignità all’educazione stessa, resistendo alla tentazione di confonderla o di separarla dall’esperienza di fede.
46. Nelle diocesi in cui non è possibile mantenere o costituire il seminario minore, occorre provvedere ad attivare altre forme di accompagnamento vocazionale. «In questi anni diversi tentativi hanno interpretato coraggiosamente tale bisogno: scuole o centri vocazionali, campi estivi e incontri periodici lungo l’anno, dotati di un progetto, di un accompagnamento e di un coordinamento ben pensati»92. Tra i vari percorsi, sono da segnalare i gruppi vocazionali per adolescenti e giovani, detti talvolta seminari aperti. «Pur non essendo permanenti, questi gruppi potranno offrire, in un contesto comunitario, una guida sistematica per la verifica e la crescita vocazionale. Pur vivendo in famiglia e frequentando la comunità cristiana che li aiuta nel loro cammino formativo, questi ragazzi e questi giovani non devono essere lasciati soli.
Essi hanno bisogno di un gruppo particolare o di una comunità di riferimento cui appoggiarsi per compiere quello specifico itinerario vocazionale che il dono dello Spirito Santo ha iniziato in loro».

2. La comunità propedeutica
CEI, La formazione dei presbiteri nella Chiesa. Orientamenti e norme per i seminari, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2007

47. La preparazione di base richiesta dal progetto educativo del seminario maggiore, la tendenza nei giovani a differire nel tempo le scelte esistenziali, la diversità, la complessità e la frammentazione degli odierni contesti di vita rendono normalmente necessario, per i giovani che non provengono dal seminario minore, uno specifico itinerario di introduzione al seminario maggiore. Per proporre, garantire e accompagnare tale itinerario, si raccomanda che ogni diocesi, gruppo di diocesi o regione istituisca una comunità propedeutica residenziale. Se ciò non fosse possibile a motivo dello scarso numero di vocazioni, non si manchi di attivare percorsi propedeutici personalizzati per i singoli, che potranno risiedere sia in seminario sia in una parrocchia. Di norma, non si ammetta al seminario maggiore chi, non provenendo dal seminario minore, non abbia compiuto almeno un anno propedeutico residenziale.
Gli obiettivi della comunità propedeutica sono:
– aiutare i giovani orientati al seminario a immergersi profondamente nel mistero di Cristo e ad assimilare gli elementi essenziali della vita spirituale;
– attivare un iniziale discernimento vocazionale, che verifichi la rettitu dine delle intenzioni, la fondatezza delle motivazioni e la consistenza della personalità;
– consolidare le condizioni di maturità umana necessarie per abbracciare consapevolmente una formazione di spiccata impronta oblativa, capace di autotrascendenza e di relazioni umane costruttive;
– presentare in modo esauriente la figura del presbitero, secondo l’attuale sensibilità ecclesiale;
– completare la conoscenza dei principali dati della fede e della vita della Chiesa;
– acquisire la base culturale sufficiente per affrontare lo studio teologico.

3. La comunità vocazionale adulti
Dall’Esortazione Apostolica post-sinodale “Pastores dabo vobis” di Giovanni Paolo II, Roma 1992

64. Come è sempre avvenuto nella storia della Chiesa, e con qualche caratteristica di confortante novità e frequenza nelle attuali circostanze, va registrato il fenomeno di vocazioni sacerdotali che si verificano in età adulta, dopo una più o meno lunga esperienza di vita laicale e di impegno professionale. Non è sempre possibile, e spesso non è neppure conveniente, invitare gli adulti a seguire l'itinerario educativo del Seminario Maggiore. Si deve piuttosto provvedere, dopo un accurato discernimento dell'autenticità di queste vocazioni, a programmare una qualche forma specifica di accompagnamento formativo così da assicurare, mediante opportuni adattamenti, la necessaria formazione spirituale e intellettuale.398 Un giusto rapporto con gli altri candidati al sacerdozio e periodi di presenza nella comunità del Seminario maggiore potranno garantire il pieno inserimento di queste vocazioni nell'unico presbiterio e la loro intima e cordiale comunione con esso.

   
4. La comunità del Seminario Maggiore
CEI, La formazione dei presbiteri nella Chiesa. Orientamenti e norme per i seminari, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2007

59. L’obiettivo fondamentale del seminario maggiore è quello di formare i nuovi presbiteri i quali, sull’esempio e in persona di Cristo Buon Pastore, saranno chiamati a dedicarsi con tutte le forze e per tutta la vita al ministero di insegnare, santificare e reggere il popolo di Dio.
Questo obiettivo fondamentale si articola in molteplici obiettivi particolari. Essi sono:
– offrire le condizioni per un’esperienza di vita spirituale incisiva e coinvolgente, «in intima comunione e familiarità col Padre, per mezzo del suo Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo» e in piena sintonia con la Chiesa;
– garantire una struttura di vita comunitaria, che favorisca autentiche relazioni di fraternità e di amicizia e faccia crescere il senso di appartenenza alla Chiesa particolare;
– accompagnare assiduamente i seminaristi nell’impegno di discernimento vocazionale, orientato a una scelta definitiva per il presbiterato diocesano nel celibato;
– favorire la maturazione di personalità equilibrate e consistenti, che siano ponte e non ostacolo all’incontro degli uomini con Dio;
– aiutare a crescere nella spiritualità del presbitero diocesano, centrata sulla carità pastorale, vissuta nella radicalità dei consigli evangelici e nella dedicazione alla propria Chiesa particolare;
– promuovere l’acquisizione della necessaria competenza teologica e culturale, che abiliti al discernimento dei segni dei tempi e favorisca forme di comunicazione del Vangelo adatte agli uomini di questo tempo;
– introdurre al ministero pastorale, preparando i futuri presbiteri ad assumersi la responsabilità di una comunità e a inserirsi in una dinamica di corresponsabilità condivisa, rafforzando il loro slancio missionario;
– facilitare l’integrazione armonica dei vari aspetti formativi.
Gli obiettivi del seminario maggiore determinano i tratti fondamentali della sua identità.
60. «Il seminario è, in se stesso, un’esperienza originale della vita della Chiesa […]. Già sotto il profilo umano, [esso] deve tendere a diventare una comunità compaginata da una profonda amicizia e carità, così da poter essere considerata una vera famiglia che vive nella gioia.
Sotto il profilo cristiano, […] si deve configurare come “comunità ecclesiale” ». Il seminario non è dunque solo un’istituzione funzionale all’acquisizione di competenze teologiche e pastorali o un luogo di coabitazione e di studio. È anzitutto una vera e propria esperienza ecclesiale, una singolare comunità di discepoli, chiamata a ripresentare il mistero del Signore Crocifisso e Risorto e a vivere una speciale consuetudine di vita con lui e con gli altri “chiamati”, per verificare e far maturare i tratti specifici della sequela apostolica.
Il legame di questa particolare comunità con il Vescovo e il suo presbiterio si realizza primariamente mediante il ministero del rettore e degli altri educatori che con lui collaborano per la formazione dei seminaristi.

 

 
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